Scritto con il metodo della "Scrittura Immersiva"

Oppure

La quarta di Copertina:

Nel cuore di Colle Magno, dove le onde sfidano l’antica quiete, si nasconde un collezionista di sguardi, un’entità che si muove nelle tenebre, un “Predatore di Stelle” con la missione di liberarle dalle proprie prigioni.

L’Ispettore Dante Greco, un’anima tormentata dal ricordo della moglie perduta e dall’abbraccio amaro dell’alcol, affronta il crimine con metodi tanto efficaci quanto discutibili.
Al suo fianco, Carlos Cacéda, primo Agente di origine peruviana nelle forze di polizia italiane, porta una fiamma di speranza: una convinzione incrollabile che le recenti sparizioni celino l’opera di un serial killer astuto e inafferrabile.

Il mare di Colle Magno è testimone del dilagare oscuro della ‘Ndrangheta.
Il controllo feroce del racket della prostituzione LGTB è nelle mani di Dogo, affiancato dai suoi fedeli Mastino e Pittbull, che estendono le loro grinfie sulla zona industriale in declino.

In bilico tra giustizia e vendetta, Dante e Carlos, cercano di sciogliere il nodo delle scomparse e di catturare colui che si cela dietro al velo di morte, ma scopriranno che ogni verità ha il suo prezzo, e che talvolta la giustizia richiede sacrifici inimmaginabili.

Estratto:

Parcheggiamo proprio davanti all’abitazione. Usciamo dall’auto e percorriamo il vialetto. Il piccolo giardino sul lato destro ha l’erba alta; sembra proprio che manchi la mano di un uomo da un po’.

Carlos suona il campanello. L’odore di terra bagnata mi riempie le narici. L’irrigazione deve essersi azionata da poco. Non viene nessuno ad aprirci. Sembra che la signora Russo non sia in casa.

Mi accorgo di un movimento dietro a una delle finestre dell’appartamento al piano terra. Delle tendine sono state scostate e qualcuno ha guardato all’esterno ritraendosi all’istante.

Carlos fissa la finestra, deve essersi accorto anche lui.

«Che facciamo?»

«Diventiamo molesti»

Mi attacco al campanello e lo faccio suonare senza sosta.
La porta d’ingresso si spalanca e una donna in vestaglia esce
come una furia.

«Insomma! Ma che volete? Chiamo la Polizia se non ve ne andate!»

«Signora Russo siamo noi la Polizia, dobbiamo farle qualche domande su suo marito»

Sgrana gli occhi e serra le labbra. È chiaro che non ci aspettava.

«Datemi un secondo»

Sparisce all’interno richiudendosi la porta alle spalle. Carlos mi guarda corrugando la fronte.

«Stava dormendo?»

«In pieno pomeriggio e con della biancheria di pizzo di quel genere? Non hai visto che aveva sotto la vestaglia? Secondo me stava facendo altro. Capelli in disordine, guance arrossate, sguardo allucinato…»

«Ma dai non ci credo.»

«Vedremo…»

Oppure

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